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giovedì 12 ottobre 2017

Cannoncini con crema pasticcera alla cannella, zenzero, peperoncino e cioccolato


La sfida n. 68 di Mtc è dolce. Era da tanto tempo che non succedeva. Risale infatti al 23 settembre 2015, per la sfida n.50 che trovate qui!
Francesca Geloso del blog 121 gradi, la vincitrice della scorsa edizione, ha pensato di "addolcire" la famiglia Mtc con questi piccoli scrigni colmi di creme che la fantasia incontrollata e incontrollabile delle partecipanti la metterà a dura prova!
Quando ho visto il tema, ho gettato subito la spugna, siii, fare di nuovo la pasta sfoglia come per i croissant, e chi ha tutto questo tempo!? E ricordarsi di fare tutte le foto delle fasi della preparazione, e vuoto e pieno e la crema...naaaaa.
Ho sempre preparato i cannoncini con la pasta sfoglia pronta, anche all'ultimo momento. Ne ho preparati a centinaia. E solo al pensiero di fare la "sfoglia vera" mi faceva mancare la terra sotto i piedi. Ma poi, presa da una botta di adrenalina che non so perchè, ho dedicato le briciole del mio tempo per preparare la sfoglia. I riposi, le pieghe, l'impasto che prendeva l'aspetto voluto, morbidissimo, profumato...è stato un isolarmi da tutto e da tutti.
E se sono "sopravissuta" alla preparazione, ottenendo un risultato, modestamente, ottimo, il regolamento prevede che questi cannoncini siano dedicati a qualcuno o qualcosa.
Ecco, ora arriva il difficile. Eh si, mica le pieghe e le foto!
E mentre impastavo e facevo poi il resto, pensavo a certi accadimenti che accompagnano la vita di alcune persone. E allora vorrei essere impermeabile a qualsiasi notizia, che se mi arriva mi scivola via non penetrandomi nemmeno per un millesimo di millimetro nel mio cervello e cuore.
Cosi' da non assorbire nulla di negativo. Cosi' da non pensare alla cognata che ha problemi di scuola, di silenzi, di bugie con la figlia adolescente, ho già dato grazie! All'amica lontana che si sta separando ed è disperata, già vissuto anche li con i genitori, grazie! Alla coppia di amici che lui, malato e in attesa di trapianto, ti telefona in lacrime dicendoti che a lei hanno trovato sette metastasi nel fegato dopo che quattro anni fa l'hanno operata al seno. Cosa dire?? Cosi' da non pensare alla tua di figlia, non piu' adolescente, ai suoi silenzi protratti nel tempo, che ti uccidono, al lavoro sempre piu' stressante, alla vita che vorresti avere un po' piu' serena....ecco. Un impermeabile che mi protegga. Invece no. Ascolto, consolo, dico la mia, ci soffro, spero...e a me, chi ci pensa? Ai miei momenti no, che a volte esterno e a volte mi tengo dentro, ai pensieri, alle domande mai risposte, alle aspettative, ai rimorsi, ai rimpianti....
Cosi' questa ricetta non la dedico a tutte queste persone, o forse inconsciamente si. La dedico a me stessa. Puo' sembrare da folli dedicarsi dei cannoncini? Boh, se questo fa stare bene no. E se sembra ancora folle, che follia sia!
Se ci fosse il gioco "se fossi".... "se potessi"...vincerei la coccarda, la medaglia, la coppa, la corona e il diploma da appendere...sono una maga a fare i bilanci della mia vita e a pensare, inutilmente lo so, che "se avessi fatto questo..." "se avessi scelto quest'altro...". Mi rendo benissimo conto che non si torna indietro e non si puo' cambiare il passato. Bisogna guardare avanti, ma quello che sono oggi è cosi' in base alle scelte che ho fatto. E che se tornassi indietro, alcune le cambierei, non le farei proprio, ne farei altre.
Penso e mi sforzo nel dire che mi devo voler bene e smetterla un attimo di pensare al passato e agli altri. Ma è difficile. Ho avuto le mie "belle" batoste, le porte in faccia, le pugnalate alle spalle, le ferite. Che non è vero che si rimarginano e non fanno piu' male.Anche se a volte non ci pensi, basta un niente che ti porta a galla tutto quanto. E ci stai da schifo di nuovo. E ci vuole un bel da fare e un bel pelo sullo stomaco per continuare, perchè magari chi hai vicino sta peggio di te, e allora indossi nuovamente la maschera ed entri in gioco di nuovo, con il tuo cuore colmo di angoscia, ma che non devi ascoltare perchè davanti a te qualcuno grida silenziosamente il tuo aiuto.
E allora vai avanti come la vite senza fine, e vai e vai, e ascolti, e consoli, e pensi e ripensi....
E allora sembri un controsenso vivente...hai dovuto lasciare di suonare per alcuni motivi, pero' assisti ai concerti magari dove i tuoi ex colleghi e dove ha conosciuto tuo marito suonano ancora.
Assisti ai concerti dove marito e figlia suonano insieme, piena di orgoglio ma anche di tristezza per non esserci li anche tu. Avresti voluto studiare canto, in un coro, ma all'epoca facevi già strumento e hai abbandonato il pensiero. E ti ritrovi a cinquant'anni suonati a cantare in un coro, prepararti per i concorsi, a vivere quello che non avevi vissuto. Avresti potuto fare iniziare la bambina a studiare musica fin da piccola, cosi' da averla "già sistemata" adesso, in questo mondo cosi' precario, ma non l'hai fatto. E ora che siamo in due vorresti mettere la quarta e vivere ogni secondo con il tuo lui,  perchè il destino a volte è bastardo e ti gioca dei brutti scherzi, e non vuoi perderti piu' nemmeno una virgola di vita, e vorresti andare e disfare in barba al tempo che passa ma ci sono un lavoro stressante (il mio) e il lavoro stupendo (il suo) che a volte non collimano.E il "gioco dei se" non finisce mica qui....sarà forse perchè sono del segno del Cancro? Nata alle 00.00? Che precisina!!
Cosi' in queste giornate caotiche, piene di notizie che ti appesantiscono il cuore e la mente, mi dedico questi deliziosi scrigni di vera sfoglia. Un momento di pace, davanti ad un caffè bollente, mentre in un boccone mi gusto i quattro cannoncini. Partendo da quello piu' delicato al piu' forte...cannella, cioccolato, zenzero e peperoncino.
La cannella che mi ricorda i dolci della nonna, i profumi di casa, i dolci delle feste, profumo di buono, di speziato, di bei momenti spensierati. Perchè qualcuno ne ho avuto pure io.
Il cioccolato fondente che dà una botta al palato, con il suo profumo intenso, la sua forza, cosi' nero, denso, che mi ricorda i budini che mi faceva trovare la nonna, rigorosamente scodellati su un piatto dai bordi a piccoli quadretti bianchi e rossi, che io mangiavo avidamente senza nemmeno sedermi.
Il cioccolato con lo zenzero, perchè sembra che non ci sia niente, ma il pizzicore finale ti arriva e ti sorprende.
Il cioccolato con il peperoncino, la botta finale. Fuoco in bocca che si stempera con la sfoglia delicata e deliziosamente burrosa.
Quattro gusti. Come le stagioni. Come i tempi di una sinfonia. Come le fasi della vita. Che ti sorprende sempre. Che ti fa incazzare. Che a volte da e a volte toglie. Che a volte sembra solo che ti toglie. E siccome tu solo sai come sorprenderti, come amarti, come stare bene, non aspettare che lo facciano gli altri, che non sempre sono in sintonia con te, non per cattiveria, ma perchè l'animo umano è altro che un labirinto e non tutti vogliono entrare o trovare la via d'uscita o capirti.
Fai le cose che ti fanno stare bene, il piu' possibile. Indossa l'impermeabile, aiuta senza tirarti indietro ma senza essere sopraffatto dagli eventi. Vivi momenti di follia e quello che il momento ti dice di vivere. Da sola o con gli amici poco importa. Fosse solo anche gustare in santa pace un cannoncino colmo di crema. Perchè se anche questo fa parte della tua vita, vivilo senza vergogna....
(e queste parole le grido a me stessa, affinchè mi entrino davvero in testa)

E ora passiamo alla ricetta. Tutta la descrizione la trovate qui

Pasta Sfoglia per cannoli o cannoncini
( con queste dosi ho realizzato 40 cannoncini ed è avanzato metà impasto)

Ingredienti
per il panetto
350 g burro 
150 g farina 00

per il pestello
350 g farina 00
150 g burro
20 g sale(io 10g)
Malto (facoltativo) g 10
Acqua fredda g 50
Vino bianco secco g 60

Per la crema pasticcera
4 uova
100 g di zucchero
40 g di farina
500 ml di latte
vanillina

30 g cioccolato fondente al 90%
cannella, zenzero disidratato, peperoncino q.b.

Qui i consigli di Francesca e anche miei ovviamente:
La consistenza del panetto deve essere simile a quella del pestello. Ma date retta a me, per noi che lavoriamo per lo più tra le mura di casa è meglio se il panetto è un po' duro del pestello.
– Il burro deve avere buona acidità e resistenza allo stress. Si può utilizzare burro estruso in placche con punto di fusione leggermente più alto del burro (38°C anziché 36°C). Si può, io non l'ho mai usato in vita mia, anzi non credo di averlo mai nemmeno visto questo burro. Utilizzo solitamente burri di ottima qualità con una buona resistenza allo stress.
Il sale va sciolto nell’acqua del pastello, nella misura di 10-20 g/kg farina
La sfoglia andrebbe lavorata in un ambiente climatizzato (umidità al 40%), idealmente su un tavolo refrigerato ma anche qui, se siamo a casa nostra e non siamo ancora in grado di cambiare gli eventi atmosferici e le stagioni in corso, non è che non facciamo la pasta sfoglia. Ci attrezziamo e lavoriamo sui tempi di riposo in frigorifero: se è caldo allungheremo i tempi di riposo, faremo raffreddare più volte in frigo. Ricordate che il vero segreto è guardare e toccare la pasta mentre la lavorate nelle varie stratificazioni, lei vi dirà quando è stanca ed ha bisogno di riposare. Se risulterà difficile da stendere durante i giri vorrà dire che è una pasta stressata e che deve riposare, se sentirete la materia grassa trasudare dalla pasta anche; dritta in frigo.
La pasta sfoglia va tirata sempre nel senso delle due aperture, altrimenti in fase di cottura si ritira
Rispettate i tempi di riposo. Sempre e comunque anche se non ne avete voglia, ne va del risultato finale. Ricordate che più la farina è forte più i tempi si allungano.
Per evitare che si formi la crosta avvolgete ,di volta in volta, la pasta in un sacchetto di plastica o in pellicola alimentare e riponetela in frigorifero
La cottura ideale dovrebbe essere a 190°C-200°C forno statico. Sappiamo però che ogni forno è diverso perciò conoscendo il vostro fate attenzione.
Si conserva a crudo non oltre 2/3 giorni in frigorifero ma si può congelare e successivamente utilizzare, perciò quando decidete di farla fatene in quantità.

Procedimento
Per prima cosa ho provveduto a preparare il panetto. Si può fare a mano su un piano, su una spianatoia o con l'aiuto della planetaria usando la foglia.
Ho utilizzato il burro ancora freddo di frigorifero e l'ho amalgamato con la farina.
Il composto non va lavorato troppo a lungo, deve essere omogeneo ma il burro deve mantenere una discreta plasticità. Fatto questo ho modellato il panetto dandoli una forma quanto più rettangolare possibile e l'ho avvolto in pellicola alimentare e riposto in frigo per un’ora e mezzo.

Nel frattempo ho preparato il pestello inserendo la farina e il burro in planetaria munita di gancio e impastando con i liquidi; l'acqua fredda con il sale disciolto all'interno e il vino bianco secco freddo anch'esso. Si può fare anche a mano, distribuendo all'interno della farina disposta a fontana gli altri ingredienti ed impastando con i liquidi manualmente.
Lavorate l'impasto quel tanto che basta ad ottenerlo compatto anche se leggermente grumoso
Ho avvolto l'impasto nella pellicola e l'ho fatto riposare in frigo per mezz'ora. Si può lasciare anche fuori dal frigorifero, in verità fate come preferite, personalmente preferisco i riposi al fresco.


Qui, le fotografie con i vari passaggi, descritti nello specifico piu^sotto. 
Inserire il pestello- sovrapporre- schiacciare e stendere-fate la prima piega a tre. Riposo 20 minuti
Riprendete la sfoglia- schiacciate e stendete- fate la piega a quattro. Riposo 20 minuti
Ripetere la piega a tre. Riposo
Ripetere la piega a quattro. Riposo
Ripetere la piega a tre. Riposo
Ripetere la piega a quattro. Riposo
Piu' difficile a scrivere che a farsi.


Trascorso questo tempo ho ripreso l'impasto e l'ho steso con il mattarello cercando di darli una forma rettangolare fin da subito. Tenete a mente che durante la preparazione la forma rettangolare va mantenuta il più possibile affinché non ci siano sovrapposizioni di pasta e non si rischi di ottenere una sfogliatura troppo disomogenea, ricordate anche che durante tutti i passaggi della lavorazione il mattarello e il piano andranno sempre leggermente spolverati di farina, per evitare che la pasta si attacchi.
Ho steso la pasta allo spessore di 1 cm circa e ho steso anche il panetto freddo, disponendolo tra due fogli di carta forno e dandoli inizialmente dei colpi con il mattarello fino ad abbassarlo e poi quando appare di nuovo lavorabile con il mattarello in maniera classica fino a che non è della solita altezza del pastello ma di metà lunghezza, in modo tale che una volta poggiato nella parte centrale della pasta sia possibile ricoprirlo con i due lembi di pasta 
A questo punto mantenendo i lati aperti in alto e in basso ho eseguito il primo giro a 3, portando la parte alta verso il centro e ricoprendola con quella in basso in modo tale da ottenere tre strati di pasta sovrapposti ed ho steso la pasta. Subito dopo ho eseguito la prima piega a quattro, ho ribaltato il lato inferiore e quello superiore verso il centro e poi ho chiuso a libro la pasta, in modo tale da ottenere quattro strati. Ho messo in frigorifero a riposare per 45 minuti circa. Una volta ripreso l'impasto l'ho steso, sempre in forma di rettangolo, mantenendo il lato chiuso alla mia destra. La pasta sfoglia si stende sempre nel solito verso, lato aperto davanti,lato chiuso a destra, e sempre lavorando il più possibile in verticale ed aggiustando via via in orizzontale.
A questo punto ho eseguito tutti i giri, sono ancora 4 in totale, 2 a 3 e 2 a 4, alternandoli e intervallandoli dopo ogni giro con riposi in frigo di 20-30 minuti.
Una volta eseguiti tutti i giri la vostra sfoglia sarà pronta per essere cotta, deve fare solo un ultimo riposo in frigo di minimo un'ora. Io l'ho lasciata tutta la notte.

Riprendere l'impasto, stenderlo con il mattarello in una sfoglia non troppo sottile, si puo' fare anche con la macchina della pasta, tagliare a listarelle larghe due dita, ungere i conetti e avvolgere la pasta sfoglia sovrapponendo leggermente i lati. Passare i conetti nello zucchero semolato e cuocere in forno a 180° guardati a vista, perchè è un attimo bruciarli!


Anche il giorno prima, preparate la crema pasticcera. Dividete tutti gli ingredienti in metà dose e in due pentolini separati sbattete i tuorli con lo zucchero, aggiungete la farina setacciata, la vanillina e a filo il latte tiepido. Per quella al cioccolato aggiungete il cioccolato tagliato a pezzetti che si scioglieranno durante la cottura. Fate addensare e raffreddare Nella crema pasticcera di base aggiungete un cucchiaino di cannella (o di piu secondo i vostri gusti). In quella al cioccolato, dividetela in tre parti. Una la lasciate al naturale, in una aggiungete un cucchiaio di zenzero in polvere e nell'altra una punta di peperoncino ( o di piu' secondo i gusti personali).
Farcite i cannoncini con le creme preparate

Come decorazione, intingete i cannoncini alla crema nella cannella (o lasciateli senza, tanto è già all'interno), quelli al cioccolato con pezzetti di zenzero tritato e una grattugiata di peperoncino
E la soddisfazione piu' bella? Essere riuscita a preparare dei cannoncini sorprendentemente buoni, apprezzati dal marito che ha detto "Buoni cosi' non li hai mai fatti, devi farli piu' spesso" e i complimenti dai colleghi di mio marito, che durante la pausa caffè tra un esame e l'altro, se li sono sbafati in un boccone....


con questa ricetta partecipo alla sfida n. 68 di Mtc

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sabato 23 settembre 2017

Tagliolini di semola di grano duro alla borraggine con sugo di molluschi, crostacei e alici croccanti



Finito il "letargo estivo" eccoci di nuovo catapultati nel "pazzo" mondo Mtc. Di già??!! Ma io non sono pronta! Nè mentalmente, nè fisicamente, nè "temporaneamente" (nel senso di tempo)....
Ma alla sfida non si sfugge. quindi, armiamoci di "calma e gesso" e andiamo a leggere la ricetta che la vincitrice della scorsa sfida, Cristina Gallitti del blog Poverimabelliebuoni ha lanciato tra noi, la n. 67 di Mtc Che fosse questa c'era un po' da aspettarselo e immaginarselo. Lei, "la signora delle acciughe", non poteva che proporci un piatto simile, che potrebbe sembrare semplice e scontato, ma che in realtà non lo é.
Devo confessare che all'inizio ho letto velocemente il regolamento solo per "farmi una prima idea". Si, quella che volevo saltare questo mese, dopo che l'ho letto...non bastava mettere gusci, pesci e molluschi cosi' alla "disperata", ma seguire un certo criterio, e lavoro, e gusto e le foto obbligatorie e i divieti e gli obblighi e motivare anche il perchè si sono scelti quegli ingredienti, insomma, emozionare pure! Il regolamento è sempre lo stesso, perchè qui si pretende il meglio, ma chissà perchè questa volta mi ha "angosciato" e "ansiato" piu' del solito.
Forse perchè ora piu' di altri momenti, non so nemmeno quasi chi sono. Sono talmente presa in mille cose da fare e vivere che davvero mi sembra che mi manchi la terra sotto i piedi, e mi assale la sensazione che la mia giornata non sia mai abbastanza lunga per riuscire a fare tutto quello che voglio fare. A partire dal "dividermi" per seguire i concerti del marito o della creatura o andare dove suonano entrambi, che è una bellissima emozione. Emozioni contrastanti come quella per la quale non mi do risposta, la "sparizione" senza nessun motivo da parte di una coppia di amici (o forse creduti tali?) con i quali abbiamo condiviso quasi tutti i momenti della nostra vita per circa 15 anni, o quella provata al mare per festeggiare il 30esimo anniversario di matrimonio, con torta a sorpresa e secchiello con spumante, omaggiati dai gestori dell'hotel, e i clienti che in piedi con il flute in mano, ci cantavano gli auguri...si vabbè...i fidanzatini di Peynet!! e il lavoro stressante, le visite, gli esami, la poca voglia di cucinare, siamo solo in due, e dopo 8 ore di pc, tutto ho fuorchè la voglia di mettermi ancora seduta e pubblicare ricette, che se preparo e fotografo stanno nella cartella "da pubblicare" chissà fino a quando, la creatura che non chiama, che l'ultima volta ti ha risposto "Insomma, quando ho voglia ti telefono" ed è da 15 giorni che non si fa sentire e questo non aiuta il mio umore di sicuro. Certo potrei farlo io, e mi trattengo a stento dal farlo, perchè mi tornano in mente le sue parole. Evidentemente sta bene cosi'. Ormai prende sempre piu le distanze dal "nido". Ovvio che sia cosi'. "Ovvio" pero' a parole. Perchè fa male al cuore. Non sono mai stata una mamma appiccicosa e stressante. "Presente e distante" si. E diffido da quelle mamme "mielose" che tutte orgogliose esordiscono con "io e mia figlia dialoghiamo sempre, mi telefona piu' volte durante il giorno, ci diciamo sempre tutto e lei mi dice e racconta tutto" Seeeee.....svegliaaaa...tutto quello che vuole dirti!! Insomma, per la serie, mia figlia non mi ha mai chiamato con la webcam per dirmi "mamma, ho un fastidioso prurito intimo, non so come fare" e io pronta a suggerire la cremina giusta, tutta orgogliosa di risolvere il suo problema a distanza! ahahah... penso che se dovesse succedere mi preoccuperei piu' che del suo prurito intimo, della sua sanità mentale!

E poi c'è l'altro impegno. Quello per il quale forse riesco a ritornare a galla e a riempire i miei momenti "bui". I due cori. Si, perchè uno non bastava no?! E cosi' tra Mottetti e Gloria di Vivaldi e arie d'opera e canti spiritual e Carole natalizie, e si, perchè il Natale quando arriva arriva....l'impegno, si rivela piu' "importante" di quanto credessi. Le lezioni di vocalità con l'insegnante, che per dirla in maniera piu' figa oggi si dice "coach vocalist". La preparazione a due concorsi a ottobre e novembre, tutto tassativamente a memoria, in inglese e in latino, e io che ho la memoria di Dori del film Nemo, sono a posto! La registrazione da mandare ad un grande compositore John Rutter per farci conoscere, e poi il viaggio in Francia per una sorta di gemellaggio con un coro francese, a Bourg en Bresse, si , la città dove allevano con un disciplinare rigidissimo, i costosissimi polli e fanno persino le mostre...vabbè uniamo arte e cucina.

Se volete un "assaggio" del coro dove canto, potete ascoltare questi brani: Kyrie di Delibes, la struggente Shenandoah o Chili con carne (alcuni dei pezzi che hanno registrato gli scorsi anni quando io ancora non c'ero )
E per dirla tutta, sono appena ritornata dal ritiro del coro, da stamattina alle 9 che proviamo e cantiamo, e domani di nuovo, quindi, prima di riprendere lo studio delle parti butto giu' "due righe" e la ricetta perchè altrimenti corro il rischio di dimenticarmi di farlo. Sono stanca ma contenta e anche spaventata per quello che mi aspetta. Insomma, mettermi alla prova alla mia veneranda età....
Insomma, tra alti e bassi, sbalzi d'umore, frizzi e lazzi, mi sono messa a cucinare qualcosa di "decente" senza pensare alla bilancia almeno per una volta e dopo tanto tempo. Questo piatto quindi, è composto da un bel po' di ingredienti, che anche io pero', già non ho tutto questo tempo, e ho preso molluschi ecc che prevedevano tipi differenti di cottura e preparazione, che rispecchiano un po' il momento della mia vita....scandita da "tanta roba", che han pero' reso il tutto molto saporito

Certo che, cantare tutto il repertorio mentre flambavo, spinavo, sfumavo e friggevo ha reso tutto meno pesante. Sono entrata in cucina alle 16 e ci siamo seduti a tavola alle 19.30!
E quando mio marito ha ingoiato la prima forchettata, ha detto "dobbiamo farla piu' spesso, è proprio buona", mi ha fatto un gran piacere ma non "capisco" il plurale...ahahah. Forse perchè ha contribuito a fare la spesa?!
Qui i preziosi consigli sui formati di pasta e come sfilettare il pesce

Veniamo al dunque, altrimenti poi mi addormento sugli spartiti.....le quantità degli ingredienti sono variabili, nel senso che dipende dai gusti di ognuno se preparare un piatto con piu' o meno pesce.
Quindi non mettero' le dosi, che si "intuiscono"  comunque nella fotografia.

Ingredienti
Cozze e vongole già sgusciate
cozze col guscio
cozze verdi col guscio
vongole veraci del Mediterraneo
capesante
gamberetti
alici
scampi



250 g di tagliolini
3 spicchi di aglio
pomodorini ciligini
passata di pomodoro
olio extravergine di oliva qb
olio per friggere qb
pangrattato qb
prezzemolo qb
vino bianco (io Muller Thurgau) qb
brandy qb
1 scalogno

Esecuzione
Sgusciate i gamberetti e gli scampi (tenetene due con la testa per l'impiattamento), togliete il filamento centrale. Fateli insaporire in due padelle separate con un filo di olio extravergine d'oliva e un bicchierino di Brandy, facendoli flambare.

In tre tegami separati versate un filo di olio extravergine d'oliva e uno spicchio di aglio. Aggiungete le vongole sgusciate, i due tipi di cozze e le vongole veraci e lasciate insaporire brevemente. Versate un bicchiere di vino bianco per ogni tegame e lasciate sfumare. Aggiungete il prezzemolo tritato e fate cuocere fino a quando si saranno aperti tutti i gusci.
Togliete la parte arancione alle capesante e fatele sfumare in un tegame con un filo di olio extravergine  e un goccio di vino bianco.


In una larga padella fate soffriggere lo scalogno e lo spicchio d'aglio. Versate la passata di pomodoro Mescolate e aggiungete le cozze e le vongole sgusciate, i gamberetti, gli scampi senza guscio e le capesante. Quasi a cottura ultimata aggiungete i pomodorini tagliati a metà e a fine cottura aggiungete i molluschi col guscio.

Mentre si cuoce il sugo spinate le alici, partendo con lo staccate la testa, tirare verso il basso lungo la pancia per togliete le interiora. Aprite delicatamente a libro, togliete la lisca centrale. Passarle delicatamente sotto l'acqua e asciugarle.

Passate le alici nel pangrattato, arrotolatele e infilzatele su uno stuzzicadenti due a due o come preferite. Friggetele in abbondante olio, scolatele e appoggiatele su carta da cucina.

Fate cuocere la pasta per il tempo indicato sulla confezione, scolatela non del tutto e versatela nella padella con il sugo. Mantecate e servite aggiungendo altri gusci, gli scampi e gli spiedini di alici fritte





....e siccome come ho scritto sopra, ho la memoria di Dori, avevo preparato i gusci delle capesante con un "assaggio" di pasta, una sorta di monoporzione da servire ad un pranzo, cena, buffet....pero' mi sono dimenticata di fotografarla....vabbè.....

con questa ricetta partecipo alla sfida n 67 di 

                                        

domenica 13 agosto 2017

Insalata di riso con Roquefort. pera. sedano, rucola e noci



Il blog langue da molto tempo, per i piu' disparati motivi. Non era mai capitato un periodo cosi'lungo!
Che cosa mi ha fatto decidere di ricominciare, anche se la parola ricominciare è una parola grossa?
Un "invito" da parte di un personaggio che mi è sempre risultato simpatico (e lo dico per davvero), Leonardo Romanelli, "toscanaccio" gastronomo, giornalista, sommelier, critico.... che un giorno, sulla pagina di fb ha pubblicato un post dove invitava blogger e non, a inviargli ricette di insalate di riso per un contest, cosi' mi sono detta "perchè no?".
Le origini di questo piatto le trovate descritte qui mentre i ricordi mi riportano alla mia infanzia e giovinezza. Quando il lunedi' di pasquetta, la zia Nice, che aveva una Posteria vicino ai Navigli, portava al picnic che si trascorreva tassativamente insieme ogni anno, ogni ben di dio: nervetti, insalata russa, insalata di riso, affettati, uova sode...il tutto consumato seduti per terra sui plaid a quadri o seduti su traballanti seggioline di tessuto appoggiati ad altrettanto traballanti tavolini, che per noi bambini erano "magici"....si aprivano a libro e ne uscivano quattro seggioline di una scomodità e sicurezza molto discutibili. Seguivano poi il caffè per i grandi, fatto con la caffettiera messa su un traballante, pure lui, fornelletto a gas....Bellissimi indelebili ricordi.
In tempi piu' vicini, l'insalata di riso, ha preso un po' le sembianze di un qualcosa "svuota frigo", un po' come per le torte salate o di pasta sfoglia, dove vanno a finire miseramente fondi di salumi, "culi" di formaggio, e altro ancora. Oppure ingredienti acquistati proprio per l'occasione, una miriade di colori e sapori, che ora, mi sembrano quasi "esagerati". Certo, il risultato è un piatto allegro, colorato, multisapore che fa festa....ma io, per la mia insalata, ho preferito utilizzare pochi ingredienti, quasi tono su tono, dai gusti contrastanti: il sapore deciso e pungente del Roquefort, che potete sostituire con un italianissimo Gorgonzola, il dolce delle pere, il fresco del sedano, il pizzicore della rucola e il croccante delle noci. Forse perchè ora sono in un periodo "minimal", serioso, riflessivo, non caciarone. Sul preludio della Manon Lescaut di Puccini, perchè cucino sempre con sottofondo  musicale, il risultato è quello che vedete nella fotografia....

Ingredienti
200 g riso
250 g Roquefort
    2 pere coscia
    3 gambe di sedano
rucola secondo i gusti
gherigli di noci secondo i gusti
olio extravergine di oliva q.b.
pepe

Esecuzione
Fate cuocere il riso per circa 15 minuti. Trascorso il tempo, scolatelo e raffreddatelo sotto l'acqua corrente per fermare la cottura. Versatelo in una zuppiera e conditelo con un filo di olio extra vergine di oliva. Aggiungete cubetti di Roquefort, la pera tagliata a dadini. la rucola tagliata sottile, i gherigli di noci e il sedano tagliato a rondellle al quale avrete tolto i filamenti.
Mescolate delicatamente e impiattate.




sabato 27 maggio 2017

La mia Caesar salad per il Club del 27


Una fresca insalata per il mio secondo appuntamento con le ricette per il Club del 27 , targato Mtc
L'elenco di ricette "ripescate" tra le tante eseguite nella sfida sulle insalate, erano molto interessanti, ma il poco tempo e altri motivi, purtroppo, non mi hanno permesso di proporne altre. Io, che durante quella sfida, proposi ben 28 ricette di insalate di tutti i tipi!
Per chi volesse, anzi, lo consiglio, puo' trovarle, insieme a tante altre e ad altri consigli, nel libro Insalata da Tiffany. Un libro da tenere sempre a portata di mano, da sfogliare, utilizzare, e regalare. Adesso poi, che arriva l'estate e tutti vogliono stare leggeri e mangiare cose fresche...
Questa famosissima insalata è una di quelle, interpretata i maniera diversa da tutte/i noi che l'abbiamo presentata, ma presente nel libro. All'epoca della sfida la presentai cosi'.
Questa è stata realizzata seguendo le indicazioni di Leo del blog Cozzaman.

Ingredienti
4 cespi di lattuga romana (quella allungata)
60 g di Parmigiano Reggiano
4 uova
10 cucchiai di olio extra vergine di oliva
2 limoni
4 spicchi di aglio

12 gocce di salsa Worcestershire
6 fette di pane casereccio
Sale e pepe qb

Esecuzione
Per i crostini
In una ciotola, versare 6 dei cucchiai di olio extra vergine dal totale, un pizzico di sale, gli spicchi di aglio privati della camicia e leggermente schiacciati. Lasciate in infusione il tutto per circa 10 minuti.
Tagliate nel mentre le fette di pane in cubetti di circa 1 o 2 cm.
Versate l’olio aromatico in una padella, scaldatelo, e friggete letteralmente i cubetti di pane, avendo cura di girarli su ogni lato, appena iniziano a dorarsi.
Scolateli e fateli raffreddare su carta assorbente da cucina.

Per il condimento
Spremete il limone in un colino, così da filtrarne il succo. Aggiungete la salsa Worcestershire, il parmigiano reggiano grattato e mescolate energicamente.
Riempite d’acqua un pentolino, portate a bollore, e aggiungete le uova, precedentemente lavate sotto acqua corrente, facendole bollire per 1 minuto esatto. Raffreddatele sotto acqua fredda, sgusciatele nella ciotola del condimento, e amalgamatele subito al tutto con una frusta a mano. Salate e pepate.
Unire i crostini e mescolate affinchè “bevano” il condimento.
Staccate con cura le foglie dell’insalata, lavatele senza romperle, asciugatele con carta assorbente.

Composizione
Sul fondo del piatto, spezzettare le foglie di insalata creando un “letto”, condire col restante olio, sale e pepe e aggiungere i crostini imbevuti. Mescolare rapidamente e servire in tavola.




venerdì 26 maggio 2017

Leber chenedi per la tappa San Candido-Piancavallo del Giro d'Italia Aifb



Per questa tappa del Giro d'Italia targato Aifb vi propongo questi gustosissimi Leber chenedi. L'ingrediente che li caratterizza è il fegato, che non a tutti piace, ma per gli estimatori e i golosi sono una vera delizia!

Seguiteci fino alla fine.....

                                        

giovedì 25 maggio 2017

Chenedi Ampezzani e la tappa Moena-Ortisei del Giro d'Italia Aifb




Siamo ormai quasi in dirittura d'arrivo. IL Giro d'Italia Aifb prosegue tra le bellissime cime delle Alpi.
E prosegue anche la carrellata di questi buonissimi Chenedi Ampezzani......

                                            

martedì 23 maggio 2017

Canederli per la tappa Tirano-Canazei del Giro d'Italia Aifb



Per il 100° anniversario del Giro d'Italia, continuando a partecipare all'iniziativa lanciata da Aifb, rimaniamo in alta quota e gustiamoci questi sostanziosi e gustosi Chenedi col formei e Canederli verdi.

                                         

Pizzoccheri di Teglio. Sciatt e Manfrigole e la tappa Tirano-Canazei del Giro d'Italia Aifb


Continua il nostro Giro d'Italia virtuale e comodo per commemorare il 100° anno del Giro d'Italia. 
in collaborazione con Aifb
Quello "vero" lo lasciamo fare agli atleti. Io mi "limito" a ripubblicare queste ricette che sono il testimone di una "maratona culinaria" non indifferente!: PizzoccheriSciatt e Manfrigole che soddisfano i palati piu' golosi, che vogliono gustare sapori genuini, "forti", rustici e semplici.
Continuate a seguirci.... in questo viaggio. Ne scoprirete delle...buone!



domenica 21 maggio 2017

Quartetto di gnocchi con marmellata di cipolle rosse di Tropea, sesamo e Alga Nori



Tutto comincio' con questi tre ingredienti:......sesamo, nori, arrow root
Anzi no, cominciamo bene dall'inizio....un lontanissimo 22 settembre del 2015, caspita come passa veloce il tempo, mi sembra ieri! quando durante un blogtour organizzato da Aifb- Associazione Italiana Food Blogger, io e altre socie, abbiamo avuto l'occasione di conoscere alcuni dei prestigiosi marchi della zona trevigiana. Vi invito a leggere le realtà di questa fantastico territorio, in questo mio racconto di viaggio.
Tra tutti i marchi visitati in quell'occasione, oggi vi parlero' solo di uno in particolare, perchè da quel giorno, ho avuto l'occasione di incontrare nuovamente il sig. Adriano, il proprietario, a due importanti manifestazioni fieristiche: Cibus di Parma nel 2016 e TuttoFood al Rho appena concluso. E da quando ho conosciuto i suoi prodotti, non ho mai smesso di acquistarli e consigliarli. Di che prodotti sto parlando? Di un piatto che di solito si consuma di giovedi, che magari non hai voglia di preparare perchè ora che è pronto ti è scappata tutta la poesia, perchè non che sia difficile realizzarlo, ma ci vogliono dei tempi tecnici da rispettare, e cosi ti butti sulla prima confezione che trovi al supermercato, magari quella piu' pubblicizzata, ma che non vuol dire che sia poi la piu' buona.
Si, sto parlando degli gnocchi. Ma non quelli plasticosi e mappazzoni che si attaccano al palato che poche volte in passato mi è capitato di assaggiare, facendomi prendere la decisione che è meglio farli in casa. Sto parlando di gnocchi "veri", proprio di patate vere e non in fiocchi, come quelli che si fanno in casa.
Questa realtà si chiama Master e si trova a Vedelago, in provincia di Treviso. Il primo ricordo che è rimasto indelebile ancora oggi, è il profumo di patate che mi ha accolto nel piazzale dell'azienda....
Le radici di Master hanno origini profonde ereditate dalle famiglie dei fondatori che storicamente operavano nel settore alimentare. Partendo nel 1980, con la commercializzazione di prodotti secchi e dolciari, hanno implementato la gamma con una linea di prodotti freschi e di gastronomia, per arrivare poi solo alla produzione degli gnocchi. Il figlio dei proprietari, Adriano, ci ha condotto all'interno del ciclo produttivo dell'azienda dove da una patata sporca di terra, nasce un morbidissimo e gustoso gnocco!
Con un sistema di controllo totale garantito dalle più rigorose Certificazioni di qualità  riconosciute a livello internazionale, quali UNI EN ISO 22000, BRC, IFS e ICEA: la certificazione di garanzia per la produzione di alimenti con materie prime derivanti da coltivazione biologica.
Anche loro hanno un occhio di riguardo verso l'ambiente, impegnandosi a non sprecare l'acqua di lavaggio sporca, che attraverso un impianto di depurazione esce pulita, energia, e scarti di produzione.

Tornata a casa, scoperto che il supermercato dove di solito faccio la spesa, aveva tra gli scaffali questi gnocchi...bè, non ho avuto nessun dubbio sull'acquisto. E anche mio marito aveva confermato che erano (e sono) veramente eccezionali, anche se io non avevo dubbi in proposito, avendo visto dal vero questa realtà produttiva. Presa dall'entusiasmo, quel giorno, ho pure "contagiato" una signora che era vicina a noi di fronte allo scaffale, ed era titubante, con in mano due confezioni diverse di gnocchi...io non ce l'ho fatta a stare zitta e le ho consigliato i Master. Bè, alla fine della spesa, era in cassa con le confezioni di questi gnocchi!! Mi veniva da ridere, ma ero soddisfattissima.

Questo era quello che succedeva due anni fa. Ma veniamo ai giorni nostri...a quei tre " misteriosi" ingredienti in apertura...
Quest'anno, a TuttoFood, era presente lo stand della Master, che ha organizzato una VeganMasterclass, lanciando poi tra le partecipanti, un Master Vegan Challenge. Loro ci avrebbero spedito a casa la fornitura di gnocchi, vegan (gnocchi Kamut, con farina di farro, con spirulina, con farina integrale, gnocchi rigati) mentre ognuna di noi avrebbe pescato da una mistery box tre bigliettini, che sarebbero stati tre degli ingredienti obbligatori da utilizzare per la realizzazione della ricetta. Ecco, a me sono capitati questi tre...smarrimento totale...come caspita li utilizzo, mi sono detta! Ok, il sesamo lo sanno tutti cos'è. Anche l'Alga Nori, chi non ha mai assaggiato un Onighiri? Ma l'arrowroot? Ho cercato in rete perchè davvero non la conoscevo E ho trovato qualche informazione, che potete trovare anche voi nel caso voleste approfondire l'argomento e l'utilizzo di questo ingrediente, che riassumo velocemente e brevemente qui: Non è "nient'altro" che un amido ricavato dalle radici di diverse piante tropicali, che studi archeologici hanno dimostrato esistessero addirittura 7.000 anni fa. "Arrowroot (o farina di Marante) rende chiari e brillanti gelati di frutta e impedisce la formazione di cristalli di ghiaccio in gelati fatti in casa. Può anche essere usato come addensante per alimenti acidi, come la salsa dolce e acida asiatica. Viene utilizzato nella cottura per produrre una salsa chiara e saldata, ad esempio una salsa di frutta. La mancanza di glutine nella farina di arrowroot lo rende utile come sostituto di farina di grano per coloro che hanno un'intolleranza al glutine"....

Alla fine, sono riuscita a schiarirmi le idee e a pensare al mio piatto.
Ho utilizzato quattro tipi di gnocchi, servendoli come finger food, ogni gnocco avvolto da un "nastro" di Alga Nori (solo la lunghezza necessaria per richiuderlo, per non prevaricarne il gusto), su una base di marmellata di cipolle di Tropea fatta in casa da mio marito, legata dall' arrowroot per renderla leggermente piu' densa ed edibile insieme allo gnocco senza difficoltà, insomma. per fare una specie di "scarpetta", qualche seme di sesamo e via. Un piatto che "illustra" i diversi sapori degli gnocchi, sulla stessa base di condimento.

Ingredienti (per la composizione come da foto)
Gnocchi Bio Master (Kamut, farina di farro, spirulina e farina integrale)
Marmellata di cipolle di Tropea
Sesamo, Alga Nori, Arrowroot

per la marmellata di cipolle
(preparata in piu' per conservarla)
2,5  kg di cipolle rosse di Tropea
800 g fruttosio
    3 mele

Esecuzione
per la marmellata:
Cuocete le cipolle tagliate a pezzi con il fruttosio e le mele per almeno 1 h. Frullate il tutto.
Travasatela immediatamente in vasetti sterilizzati, chiudete e capovolgete. Lasciateli in quella posizione fino al completo raffreddamento.

Cuocete. seguendo le istruzioni riportate sulla confezione, la quantità di gnocchi che vi occorre per la creazione del vostro piatto. Io ne ho usati 8 per tipo.
Prendete qualche cucchiaio di marmellata preparata precedentemente e fatela addensare con due cucchiai di Arrowroot.
Tagliate a listarelle larghe quanto la grandezza dello gnocco, l'Alga Nori. Inumiditela con un pennellino e adagiate su ogni alga lo gnocco, "sigillate" con un goccio di acqua.
Impiattate in porzioni singole, mettendo come base la marmellata di cipolle, lo gnocco e qualche seme di sesamo

Sempre nella marmellata aggiungete l'Alga Nori tagliata sottilissima e qualche seme di sesamo e fatela intiepidire. Aggiungete gli gnocchi e impiattate nel piattino piu' grande, aggiungete qualche listarella di Alga Nori cruda e del sesamo




Con questa mia proposta partecipo a questa simpatica MasterVeganChallenge
Ringrazio il sig. Adriano e Serena Aversano per l'invito a TuttoFood e a partecipare a questa iniziativa




Torta del Dunizet e la Tappa Valdengo-Bergamo del Giro d'Italia Aifb



Il cibo e la cucina sono una cosa seria. Nel senso che siamo veramente cio' che mangiamo, quindi dobbiamo stare attenti a tutto cio' che acquistiamo, cuciniamo e portiamo in tavola per preservare la salute di noi stessi e di chi condivide con noi le pietanze cucinate. E siccome la buona tavola è sempre stata sinonimo anche di convialità e allegria, un modo per ritrovarsi, parlare, scherzare, gustare e tanto altro ancora, perchè non "giocare" un po? Da Aifb é nata una bella iniziativa. Dal momento che questa associazione tutela e porta a conoscenza tutte le eccellenze del territorio, e ne abbiamo di eccellenze! , ha pensato bene di far inforcare la bicicletta a tutti i soci che vogliono partecipare a questa biciclettata e....si, ma solo virtualmente!! Perchè questo "gemellaggio" che vogliamo fare è in occasione del 100° Giro d'Italia, e siccome nessuna di noi, o almeno parlo per me, è cosi' allenata, partecipiamo preparando o riproponendo alcune pietanze tipiche della tradizione, delle varie tappe del Giro, che forse ai fornelli siamo piu' allenate!
Quindi, per la tappa del 21 maggio Valdengo-Bergamo, voglio riproporre la Torta del Dunizet.
Gaetano Donizetti, musicista bergamasco, le cui spoglie mortali sono conservate nella Basilica di Santa Maria Maggiore della sua città natale, che gli ha anche dedicato il famoso Teatro.
Autore di piu' di settanta opere, tra le piu' conosciute l' Elisir d'amore, la Lucia di Lammermmor e il Don Pasquale.
Questa torta fu ideata da Alessandro Balzer nel 1948 per commemorare i 100 anni della morte del grande compositore. Quindi c'è un "doppio" legame in questa ricorrenza.

Qui trovate tutte le indicazioni per larealizzazione della torta.

Ma non smettete di "pedalare" con noi. Seguiteci in tutte le tappe di questo gustosissimo Giro d'Italia!!

#aifb #grantour #Giro100 #Giroditalia


giovedì 18 maggio 2017

Rolls con Filadelfia e verdure


E buongiorno. La 66esima sfida di Mtc, è iniziata. Giovanna del blog Gourmandia, la vincitrice di quella precedente, ha scoperto le sue carte e quindi ce la giochiamo tutta con questi Roll.
Anche questa volta, e come dubitarne e meravigliarsi, è una sfida pazzesca, secondo me, puntata sulla precisione ed eleganza. Mica si possono buttare li dei cosi rotondi cosi' come capita.
Ma ecco, che dopo lo "sgomento" iniziale, i "te possino", la lettura e rilettura di tutta la ricetta, le regole e frizzi e lazzi...ti fermi, guardi il calendario, che ha sempre gli stessi giorni piu' o meno, gli stessi fine settimana piu' o meno, e il non tempo, o risicato o inventato del tutte le volte, ti accasci sul divano e dici "e adesso, come e quando li faccio?".
Guardi la ricetta di Giovanna, le sue foto, e il cervello in un nanosecondo, formula una frase che non hai minimamente pensato di pensare. Ma che è li, ormai è pensata e uscita. " Rotoli. Come la vita quando dici che va a rotoli"...e non riesci piu' a scacciare quel pensiero, ormai sei in un labirinto e devi trovare la via d'uscita. Per sdrammatizzare visualizzi quelli di ciccia che ti accompagnano amorevoli da un po' e sti cazzi se vogliono andarsene via. Ma sorridi un po' e basta perchè ti prende il nervoso. Dannato meta e dannata meno!!
Pensi a tutte le volte che la tua vita è rotolata piu' o meno rovinosamnete, a tutte le volte che ti sei rialzata o alla meno peggio sei accovacciata ma non spalmata per terra ed è già qualcosa.
Rotoli. Belli rotondi, lisci, che quando cominciano a rotolare non si fermano piu'.
Pensi al passato e forse un poco a quello che verrà. Ma mentre il passato è certo, nel bene e nel male, e anche se non ci vuoi proprio pensare non è come dirlo, non è come scriverlo sulla lavagna e cancellarlo, non è un foglio di carta che appallottoli e butti nel cestino, non è indelebile e impensabile per un bel niente....il futuro ti sforzi di immaginarlo, come vorresti che fosse, come potrebbe essere con quello che hai seminato oggi, ma siccome non hai le capacità divinatorie della Maga Ciccia, rimane sempre un'incognita.
Pensi a come sarebbe potuto e dovuto essere, cerchi di superare questo pensiero, ma è sempre li' ed è difficile non pensarlo, dal momento che hai a che fare con due musici che svolgono beatamente questa professione, uno in casa, perchè l'ho sposato, l'altra in giro e morire se magari ti da un colpo di telefono o un sms o un whatts per dire in che parte del globo è, e qui parte la gnagnera, lo scazzo, la tristezza perchè sei consapevole che ormai è la sua vita, che è normale che è cosi, ma anche se lo sai, e se sei consapevole di tutto cio' non è che ti piaccia poi cosi tanto nè, e che quando assisti ai loro concerti non puoi fare a meno di pensare che hai dovuto appendere lo strumento al chiodo e sti cazzi.
Cosi', visto che la gnagnera, gli scazzi, i bilanci, i pensieri e gli accadimenti della vita, a volte improvvisi e devastanti ti prendono quando meno te l'aspetti, ho preso la decisione che voglio fare qualcosa per me stessa, che è da anni che è sopita li. in attesa che venga il giorno, e forse il giorno è arrivato. Qualcosa che avrei voluto fare già da ragazza, quando volevo cantare nel coro della Rai o della Scala, ma siccome stavo studiando il mio strumento, ho accantonato questo sogno. Col senno di poi, che son piene le fosse, se avessi scelto di cantare, lo avrei potuto fare ancora adesso. Per questo quando vedo un'Opera dove canta il coro, mi prende una malinconia! E sotto sotto, sarà per questo, che so a memoria la maggior parte delle Opere?
Cosi' pensando a chi si crea i suoi spazi e hobby, mi si è presentata l'occasione di entrare a far parte di un coro di quelli seri, non di quelli che vai li a sparare due note perchè non sai come far passare la serata. Quindi per me è una doppia sfida. Mi metto a nudo e alla prova. Rientro per una sera alla settimana, nel mondo che mi è sempre appartenuto, dentro il cuore e nella mente. Sfogo cantando quello che maschero dentro. E per la serie "io speriamo che me la cavo", perchè l'ho sempre solo suonato e mai cantato, tra un Gloria in excelsi Deo, Domine Fili, Propter Magna Gloria del grande Vivaldi, ho "rollato" per questa sfida. Niente di eccezionale, di fantasmagorico. Se avessi avuto piu' tempo li avrei fatti sicuramente diversi, piu' fantasiosi. Ma siccome non sempre le cose vanno come si vuole che vadano....
Qui Greta ci spiega come realizzare dei rolls perfetti in tutti i sensi

Ingredienti
in quantità variabile e a vostra discrezione, come da foto

La scritta Filadelfia non è un errore, ma voluta, per distinguere questo "formaggio" o meglio crema spalmabile, con quella "vera" in commercio. Che ad essere sinceri, da quando l'ho preparata per la prima volta, non ho piu' comperato l'altra, che proprio mi disgusta, la trovo pesante, plasticosa, insomma, non mi piace proprio. Ci si mette un attimo a prepararla e sono sicura che una volta provata, non la abbandonerete piu'. Questi sono gli ingredienti e il procedimento:

1 kg di yogurt intero
sale fino

Esecuzione
Direttamente nel barattolo dello yogurt aggiungete un cucchiaino raso per confezione. Mescolate il tutto e travasate il composto in un fazzoletto di cotone sottile, appoggiato su una ciotola. Chiudete a fagottino e cominciate a strizzare delicatamente, fino a quando non scenderà piu' cosi' copiosamente il liquido dal fazzoletto. Chiudetelo con una molletta o altro, e adagiatelo in uno scolapasta appoggiato su un contenitore alto. No deve appoggiare al fondo, altrimenti sarebbe sempre a contatto con il liquido che tralascia. Lasciatelo in frigorifero almeno 4 ore. Piu' lo lasciate piu' rimane compatto.
Dividete il composto in tre parti. In una aggiungete la melissa tagliata sottile, nell'altra la crema di peperoncino
Per preparare il roller stendete un foglio di pellicola trasparente della lunghezza di circa 60 cm; adagiate su di essa le fette di prosciutto, mortadella, alga nori in modo che siano leggermente sovrapposte tra loro e formino un rettangolo regolare. Cospargete con il Filadelfia lasciando pulita e libera la parte superiore del rettangolo, disponete lungo il bordo inferiore gli ingredienti che avete deciso di utilizzare, e arrotolate partendo dal basso aiutandovi con la pellicola fino a chiudere il cilindro con la parte finale del cilindro.
Bagnate con acqua un piano di lavoro liscio e pulito. Stendete sul piano bagnato altri due fogli di pellicola trasparente di 60 cm di larghezza sovrapponendoli parzialmente (circa 10 cm dei due fogli dovranno essere sovrapposti e ben aderenti l’uno all’altro in modo da ottenere un grande rettangolo). Trasferite su di esso il cilindro senza la pellicola usata in precedenza e arrotolatelo con la nuova pellicola preparata. Tenete la pellicola per le estremità e fate rotolare il roller più volte sul piano bagnato in modo che i lembi si attorciglino e stringano il roller dandogli una forma omogenea e regolare. Chiudi gli estremi con nodi stretti.
Mettete in abbattitore o in congelatore per 2-3 ore, fino a quando abbia raggiunto la durezza che permetta di tagliarlo senza deformarlo.
Io, obbligata a farlo nel poco lasso di tempo che avevo libero, mi sono ritrovata a sera con i rolls pronti arrotolati, con una luce da schifo per le foto, troppo tardi per mangiare e da mettere ancora nel freezer! Ma dopo essermi consultata con Giovanna, mi ha rassicurata dicendomi di metterli pure nel freezer tutta la notte e un'ora prima di fare la foto estrarli. Cosi' ho fatto ed è andata bene. Quindi, penso per le prossime volte, nel caso dovessi rifarli, di organizzarmi per tempo o di sfruttare il fatto che li possa conservare, e non trovarmi impreparata. In ultimo, potrebbero sembrare un po' troppo "alti", ma le boccucce che li hanno divorati hanno superato brillantemente la prova "sloga mascella"....tutto quanto in un boccone.
Qui sotto gli ingredienti che ho utilizzato e le fotografie del procedimento:

Rolls con alga nori (un foglio di alga= 5 rolls. Il doppio se tagliati piu' bassi)
2 fogli di alga nori ( uno come base e uno sopra il Filadelfia)- asparagi-carote- Filadelfia- melissa (del mio erbolario)

Rolls con prosciutto cotto: (8 rolls. Il doppio se tagliati piu' sottili)
100 g prosciutto cotto-Filadelfia-1 confezione di tonno-radicchio rosso di Treviso-asparagi


Rolls con mortadella: (8 rolls- Il doppio se tagliati piu' sottili)
mortadella-caprino mescolato con salsa al peperoncino (fatta dal collega siciliano con i peperoncini dei suoi appezzamenti)-semi di sesamo-carote-zucchine-pomodorini ripieni


Una volta tagliati, posizionateli sulla tigella intera o tagliata a filo del roll

                           



con questa ricetta partecipo alla sfida n. 66 di Mtc



martedì 25 aprile 2017

Sartu' con pollo speziato, piselli, pecorino toscano e besciamella di farina di segale alle 12 erbe


Quando ho visto che Marina del blog Mademoiselle Marina aveva vinto la scorsa sfida Mtc, pensavo che ci proponesse un piatto serbo o comunque "straniero". Invece, no, o perlomeno, non esattamente. Tutte quante siamo messe alla prova e alle prese con il Sartu', ricetta tipica della Napoli del ‘700 nata durante il dominio dei Borboni nel regno delle due Sicilie. I cuochi francesi che erano a servizio delle case aristocfatiche, hanno deciso di "complicarci" un po' la vita. Eh si, perchè anche se la preparazione è di per sè semplice, è comunque un po' lunga e delicata, specialmente quando arriva il momento di scoperchiare lo stampo che racchiude il nostro capolavoro. Si snocciolano tutti i nomi dei santi del Paradiso, si incrociano le dita, si trattiene il fiato come quando si fa la radiografia e.......voilà. Da come "reagisce" il nostro composto compattato, si capisce subito se è riuscito o no....
Snobbato e definito “sciacquapanza”, povero e insapore, questi cuochi ci hanno dimostrato l'esatto contrario. Perchè la ricetta tradizionale originale del sartù prevede un ripieno di mozzarella o provola, uova sode, piselli freschi, parmigiano grattugiato e ovviamente le polpettine di carne macinata e pane raffermo senza dimenticare i fegatini.
Il riso da utilizzare è il Carnaroli, perchè ha una buona percentuale di amido amilosio che aiuta a mantenere la forma del chicco non sfaldandosi e di amido amilopectina che dà collosità e cremosità al riso e assorbe maggiormente i sapori che si inseriscono nel risotto.
In alternativa al riso carnaroli si può usare il vialone nano che assorbe maggiormente i sapori ma mantiene bene la forma. Se vi piace il rischio utilizzate l'arborio...

Se volete approfondire l'argomento leggete i consigli di Eleonora

Letto e riletto il regolamento, avevo pensato di non partecipare, sia per la mancanza di tempo sia per altri mila motivi che non mi dilungo a spiegare...ma poi, eccomi qua, al pelo! Con un banalissimo sartu', perchè man mano che passava il tempo e comunque pensavo a come poterlo realizzare, dalle fotografie delle altre partecipanti, le mie idee venivano accantonate, perchè monoporzione, nero, alla mantovana, bicolore ecc, le avevano già presentate...
Comunque sia , è stato divorato stasera per cena, quindi devo dire che è andata bene dai.
Un po' "alternativo" per via delle spezie che ho usato e l'azzardo della besciamella.
Lo scorso anno, nel supermercato di Gex, un delizioso paesino francese al confine con la Svizzera, ho fatto incetta di spezie varie. Certo, magari farà un po' strano, ma non ho saputo resistere.
Cosi metà del riso l'ho condita con una spezia chiamata Chorba, e il pollo l'ho aromatizzato con una spezia di nome Poulet (ovviamente apposta per il pollo...)
La besciamella invece l'ho preparata con farina bianca e farina di segale, per dare un gusto un po' piu' "rustico", leggermente smorzato e profumato dalle 12 erbe aromatiche che ho sul balcone, nella parete attrezzata che mi ha gentilmente costruito mio marito (dopo che gli avevo tolto fiato e pelle dicendogli che mi sarebbe piaciuta tanto tanto ma tanto. Una ne avevo chiesta. Due me ne ha fatte....)


E ora veniamo alla ricetta

Ingredienti
Per le polpette
500 g carne trita
100 g salamella mantovana
100 g mortadella
grana grattugiato, prezzemolo q.b.
1 spicchio di aglio
farina di segale
salvia e rosmarino q.b.

500 g Carnaroli
1/2 cipolla
brodo vegetale
70 g grana grattugiato
3 uova intere
5 cucchiai di Chorba

Per il ripieno
4 fette di petto di pollo
Spezie (io Poulet)
piselli
pecorino toscano

per la besciamella aromatizzata:
50 g di burro
25 g di farina bianca
25 g farina di segale
500 ml di latte
sale q.b
erbe aromatiche: issopo, dragoncello, timo variegato, timo limonoso, santolina, crescione d'acqua, basilico, cerfoglio, melissa, maggiorana, santoreggia.

Esecuzione
polpette (ne sono uscite 90) :
In una ciotola mettete le 2 varietà di carne macinata con il prezzemolo e l’aglio tritati.
Mescolate con le mani e aggiungete l'uovo il sale e il pepe e poi formate delle palline; passatele nella farina di segale e cuocetele in un largo tegame con olio extravergine d'oliva, salvia e rosmarino
Scolate dall'olio e lasciatele riposare su un piatto con della carta assorbente per asciugare l'olio in eccesso.
risotto;
In una casseruola mettete 1 filo d'olio extravergine e la cipolla tagliata finemente.
Aggiungete il riso e fate tostare qualche minuto.
Aggiugnete il brodo vegetale, 1 mestolo alla volta, e portate la cottura del riso a ¾ mescolando spesso.
Togliete il riso dal fuoco e fate raffreddare prima di inserire le uova e il parmigiano.
Mescolate bene per amalgamare perfettamente il riso con le uova.
Dividete in due parti. In una aggiungete la spezia Chorba

ripieno:
In una padella mettete 1 filo d'olio, aggiungete la carne di pollo tagiata a listarelle e fatela dorare in tutte le sue parti. Aggiungete le spezie, amalgamate e mettete da parte.

besciamella:
In una casseruola preparate il roux facendo sciogliere il burro e amalgamandolo con le farine.
Aggiungete il latte, il sale e mescolate bene, facendo addensare la besciamella fino a quando il composto sarà liscio. A fuoco spento aggiungete le erbe aromatiche spezzettate.

Assemblamento del sartù:
Imburrate bene lo stampo e ricopritelo di pan grattato.
Fate la base con il riso bianco, dell'altezza di 1 cm. Foderate anche le pareti, alternando il riso bianco e il riso speziato, secondo la vostra fantasia.
Adagiate le polpettine, il pollo, i piselli e il pecorino
Fate un' altro strato di riso sopra il ripieno alto 1 cm; versate il ripieno restante.
Coprite con il riso, spolverate con il pan grattato e aggiungete qualche fiocco di burro.
Infornate a 180 ° per 35-40 minuti in forno statico. Sarete certi della cottura quando vedrete che i bordi saranno ben dorati e si staccheranno dallo stampo;
Togliete dal forno, fate riposare 15-20 minuti e sformate il sartù sul piatto da portata






le erbe utilizzate:


con questa ricetta partecipo alla sfida n 65 di Mtc